Organista titolare di uno dei più prestigiosi organi di tutta Italia, l’organo meccanico a quattro tastiere della ditta Zanin presso il Santuario di Santa Rita di Torino, Direttore Artistico del Festival Organistico Internazionale di Santa Rita, tra i più importanti e longevi d'Italia. Già nel 1993 Omar Caputi si è distinto nel mondo musicale organistico con le trascrizioni dei Concerti Brandeburghesi n.° 3 e n.° 6 di Johann Sebastian Bach (primo al mondo ad aver realizzato un simile lavoro) eseguiti dal suo maestro Massimo Nosetti in Parigi (Saint Eustache), Los Angeles (Crystal Cathedral), Magdeburg (Germania) ancor prima della loro pubblicazione cartacea e discografica avvenuta nel 2000 per mano dello stesso autore.

In seguito altre trascrizioni come quella dei Concerti Grossi di G. F. Händel e diverse composizioni per coro e organo e per organo solo come la recentissima e molto apprezzata Toccata sul tema del “Dies irae” presentata nel 2012 al Festival Internazionale di Santa Rita a Torino. Nel 1998 ha debuttato come compositore a Roma nella chiesa di Sant'Ignazio e nella Basilica di San Pietro in Vaticano con “Alleluia per la festa di Pentecoste”, anch’esso pubblicato, per coro e organo riscuotendo notevoli apprezzamenti. Recentemente quest'opera è stata eseguita presso il santuario di Santa Rita dalla Lehigh University Choral Arts con una formazione corale di oltre centoventi elementi.

Diplomato brillantemente presso il Conservatorio di Cuneo "G. F. Ghedini" nella classe di M. Nosetti, unanimemente riconosciuto tra le grandi figure del mondo organistico italiano del '900, Caputi ha proseguito il suo cammino di perfezionamento sulla musica francese antica, romantica e moderna, frequentando numerose masterclass tenute da maestri del calibro di René Saorgin, Daniel Roth e Lionel Rogg. Sempre a completamento la propria formazione artistica ha frequentato il corso di analisi musicale con Marcel Bitsch, prestigioso compositore francese, e il corso triennale di Canto Gregoriano presso la città di Chieri, con padre Luigi Mulatero.

Musicista eclettico, Omar Caputi vanta un repertorio artistico musicale di tutto rispetto che spazia dalla musica antica ai giorni nostri e questo gli ha permesso di tenere concerti in veste di organista, cembalista e direttore di coro, sia come solista che in gruppo e la sua attenzione e ricerca artistica lo hanno portato a tenere concerti unici nel panorama musicale europeo con opere organistiche di altissimo livello virtuosistico. Sono molte le sue prime esecuzioni assolute. Concertista internazionale, ha tenuto concerti in Francia, Svizzera (Festival Internazionale di Montreux), Germania (Festival Internazionale di Landsberg), Canada, California (Cattedrale di Los Angeles), nel 2007, affiancato dalla Banda della Polizia Municipale della Città di Torino, sotto la direzione di F. Bar, ha eseguito per la prima volta in Europa in un concerto memorabile, “The Fenlands”, composizione originale per organo e Symphonic Band del grande musicista inglese Arthur Wills che si è congratulato personalmente per la grande esecuzione. Questo concerto rappresenta un unicum a livello nazionale e la seconda esecuzione a livello europeo nella storia. Questo evento è pubblicato in versione live sul canale youtube del maestro.

Nel 2013, sempre in prima esecuzione europea, in collaborazione con Ercole Ceretta, direttore e tromba solista, ha realizzato uno speciale disco per presentare le composizioni del maestro norvegese Kjell M. Karlsen composte per organo, brass band e percussioni riscuotendo notevoli apprezzamenti. Anche in campo organistico - corale il suo impegno è costante avendo realizzato, sotto la direzione di M. Nosetti, le esecuzioni di importanti lavori come il Requiem di Maurice Durufle (eseguito anche con la OFT e il Coro Giovanile Italiano), la grande Messe Solennelle di Louis Vierne (eseguita anche nella cattedrale di Bruxelles con un doppio coro di 80 elementi), la Messa di Camille Saint-Saëns. Docente di organo presso varie scuole piemontesi, svolge la sua intensa attività artistica in veste di organista, di direttore, di clavicembalista, di compositore. Al suo attivo Caputi ha diverse registrazioni discografiche uniche nel panorama mondiale, come il disco per la Syrius contenente i Concerti Brandeburghesi di J. S. Bach (disco unico al mondo e primo in assoluto con un programma altamente virtuosistico) e il disco con la musica per organo e brass band di Kjell M. Karlsen sotto la direzione di E. Ceretta (disco tra i più complessi da realizzare vista la complessità dei brani). Il grande K. M. Karlsen in omaggio al maestro Caputi e in segno della grande amicizia ormai consolidata, ha composto una Fantasia sul tema della lode a Santa Rita composta dallo stesso Caputi, cantata ogni anno da migliaia di fedeli. Ha registrato uno splendido disco presso la Chiesa di Sant'Uberto presso la Reggia di Venaria con i concerti di Bach per uno, due, tre clavicembali e orchestra.

Oltre a svolgere l'attività organistica, come unico organista del santuario dal 2013, con più di 18000 Sante Messe suonate, ha fondato e dirige la Corale Santa Rita, con la quale tiene regolarmente concerti con programmi eclettici il cui repertorio spazia dalla musica antica alla musica contemporanea, riscuotendo favorevoli consensi di pubblico e di critica. Con la Corale Santa Rita e in qualità di direttore, Omar Caputi ha registrato un disco in prima mondiale con le musiche per coro e organo di Massimo Nosetti. Caputi con oltre ottanta video, pubblica regolarmente video in live su Youtube. Da ormai nove anni è ideatore e direttore artistico insieme al prof. Ugo Piovano della rassegna di concerti spirituali presso il Collegio degli Artigianelli di Torino, intitolata “Risonanze barocche e non ...” che ha visto in questi anni numerosi partecipanti e soprattutto giovani allievi. Questa rassegna musicale si differenzia sul territorio in quanto è uno dei rari casi in cui allievi e docenti si esibiscono insieme. Sempre presso il Collegio degli Artigianelli Omar Caputi a partecipato al restauro dell'organo rimasto in silenzio per un ventennio, insieme a D. Barni, D. Francescon, D. Tiberino